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Aggiornato il: 12 Giugno 2017

Mediazione e arbitrato

La Camera di commercio offre a cittadini ed imprese due strumenti di risoluzione delle proprie controversie, alternativi alla giustizia civile.

La mediazione civile
La mediazione è una procedura nella quale un soggetto neutrale, il mediatore, assiste le parti in lite, aiutandole a raggiungere una soluzione amichevole, soddisfacente e condivisa, costruita intorno alla collaborazione.
La normativa vigente prevede diversi tipi di mediazione:

  • obbligatoria: la mediazione è condizione di procedibilità dell'azione civile nelle controversie relative a condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, affitto di azienda, risarcimento del danno da responsabilità medica e sanitaria, risarcimento del danno da diffamazione a mezzo stampa, contratti assicurativi, bancari e finanziari e, dal 1° gennaio 2017, in materia di energia elettrica e gas (anche per i cd prosumer, soggetti che sono al contempo consumatori di energia elettrica e produttori);
  • volontaria: il tentativo di mediazione può essere esperito anche con riferimento ad altre tipologie di controversie, su libera iniziativa di una parte;
  • contrattuale: la mediazione è prevista da un'apposita clausola contrattuale o statutaria;
  • delegata: la mediazione è disposta dal giudice in sede di giudizio, anche di appello. Il giudice, qualora ne valuti l’utilità in base alla natura della causa, allo stato di istruzione della stessa, al comportamento delle parti, può imporre il tentativo di mediazione.

Per le materie che rientrano nell'obbligatorietà, le parti dovranno essere assistite da un avvocato nel corso di tutta la procedura di mediazione.

L'arbitrato
L'arbitrato è una procedura di risoluzione delle controversie civili e commerciali alternativa alla giustizia ordinaria, in cui uno o più soggetti (arbitro unico o collegio arbitrale) neutrali vengono incaricati della soluzione di una lite insorta tra le parti.

Esistono le seguenti tipologie di arbitrato

  • arbitrato rituale, disciplinato dalla legge, la cui decisione (lodo) assume l'efficacia propria di una sentenza dell’Autorità giudiziaria ed è vincolante per le parti
  • arbitrato irrituale o libero, nel quale l'arbitro non ha l'obbligo di osservare regole procedurali e la cui decisione ha la natura e gli effetti di un "contratto"

In via generale tutte le controversie possono essere sottoposte agli arbitri, tranne quelle riguardanti lo stato delle persone (ad esempio: la separazione personale tra i coniugi, divorzio, ecc.), i diritti indisponibili in genere (per esempio: la potestà ed i diritti familiari), e taluni aspetti delle controversie di lavoro e assimilate.

La risoluzione delle controversie tramite arbitro:

  • può essere prevista in uno statuto sociale, in un contratto stipulato tra le parti (c.d. "clausola compromissoria"), oppure in uno specifico negozio giuridico separato dal contratto, di solito successivo allo stesso (c.d. "compromesso").
  • deve essere specificata, a pena di nullità, per iscritto indicando gli arbitri o le modalità di designazione. Gli arbitri possono essere uno o più d'uno, ma sempre in numero dispari sin dal momento iniziale.

Consulta le schede di dettaglio per ottenere informazioni su procedure, tempi e costi di mediazione e arbitrato.

Contatti: 

Commercio e regolazione del mercato - conciliazione

Via Dordi 24
38122 Trento

Tel 
0461 887213 - 203
Orari 

dal lunedì al venerdì 8.30-12.15 
giovedì 8.30-12.15 e 15.00-16.00

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