TRENTO,19 settembre 2026 - “La sostenibilità non è qualcosa di estraneo alle genti trentine, ma qualcosa che sta nel DNA della nostra autonomia e della nostra storia: si pensi a come sono disciplinati gli usi civici o la fruizione dell’acqua o le Regole. Se recuperiamo i principi che ispirano le buone pratiche storiche del nostro territorio, abbiamo la prospettiva giusta per guardare al futuro”. Con queste parole Walter Viola, dirigente generale UMST resilienza abitativa, sostenibilità e coesione territoriale della PaT, ha riassunto il tema del rapporto fra il Trentino e la sostenibilità che ha rappresentato il focus del CamLab organizzato questo pomeriggio dalla Camera di Commercio di Trento, dal titolo “Sostenibilità ed energia: strategie globali e risposte territoriali”. Nel parterre degli ospiti il compito di delineare le strategie globali è toccato al prof. Andrea Fracasso, economista e docente dell’Ateneo tridentino. Fracasso ha ricordato il diverso approccio al tema adottato da Europa, Cina e America. Mentre l’UE ha scelto, conformemente con il suo assetto normativo, un approccio regolatorio e punitivo, gli Stati Uniti e la Cina hanno preferito la leva dei sussidi pubblici. In altre parole in Europa chi inquina viene tassato, mentre in Cina e negli Stati Uniti chi inquina viene persuaso con sussidi a ridurre il proprio impatto ambientale. “Oggi l’Europa ha capito che il tema della sostenibilità richiede maggiore flessibilità – ha osservato il docente - perché la transizione è un processo in divenire che abbisogna di un adattamento continuo alle condizioni di contesto in cui viene inserita”. Lo stesso tema della sostenibilità presenta una natura fortemente ambivalente: “E’ un pendolo – ha commentato Walter Viola – può essere un appesantimento e un onere per le imprese o un’opportunità”. Sta alle istituzioni – ha osservato il presidente della Camera di Commercio di Trento, Andrea De Zordo nel saluto di apertura – saper tracciare una rotta perché l’impegno su questa strada sappia calarsi nella realtà quotidiana del territorio e accompagnare la crescita locale senza ostacolarla”. La bussola sulla via della sostenibilità l’ha ormai tracciata la Provincia autonoma di Trento: con il primo gennaio 2027 il Trentino sarà il primo territorio a poter vantare un marchio ESG che valorizza lo sforzo di enti e aziende su questi temi. Renata Diazzi, direttrice ESG e sostenibilità di Trentino Sviluppo, ha sottolineato il lavorio che le istituzioni stanno facendo per accompagnare l’intero sistema imprenditoriale: “Non si tratta per il mondo produttivo di sobbarcarsi di nuovi adempimenti, ma di dare un riscontro oggettivo a quello che già sta facendo. Le nostre aziende sono molto sensibili sia ai temi ambientali che a quelli sociali – si pensi ad esempio al volontariato d’impresa - o a quelli di governance”. Ma in un mondo in cui la corsa tecnologica va di pari passo con la fame di elettricità, il tema della sostenibilità non può essere disgiunto da quello dell’energia. Su questi aspetti ha fatto il punto l’ing. Sara Verones, direttrice Ufficio studi e pianificazione delle risorse energetiche della PaT: “E’ vero che il Trentino ha un ingente patrimonio idrico che lo pone ai vertici nazionali nella produzione di energia idroelettrica, ma è anche vero che l’elettrone trentino non va nelle aziende trentine, ma finisce nella rete nazionale con i costi dell’energia nazionale. Il fotovoltaico sta crescendo, ma oggi copre il fabbisogno delle imprese locali solo per il 2%. Per cui pensare che le zero emissioni possano essere un obiettivo raggiungibile di pari passo con l’aumento delle rinnovabili, non è realistico. Purtroppo esistono processi produttivi che hanno bisogno di una continuità di fornitura energetica che le fonti rinnovabili, in molti casi discontinue, non possono garantire”. Nella seconda parte dell’evento sono intervenuti i rappresentanti delle associazioni di categoria che hanno espresso il punto di vista degli imprenditori. Il vicepresidente della Federazione trentina della Cooperazione, Giorgio Vergot, ha evidenziato come l’11% dei crediti delle Casse rurali sia rappresentato da finanza sociale e ambientale, circa 1,3 miliardi di euro. I temi del cambiamento climatico, dell’emergenza idrica e dell’accoglienza della forza lavoro in campagna sono stati al centro dell’intervento di Mara Baldo, presidente CIA. Infine, Andrea Basso di ANCE ha posto l’accento sulla riqualificazione energetica degli edifici perché “il primo passo verso la sostenibilità viene dal risparmio energetico”. Ha condotto l’evento il giornalista RAI, Daniele Benfanti.